Benvenuti nel sito dell'Araba Fenice Danza

 

« Un altro uccello sacro era la Fenice. Non l'ho mai vista coi miei occhi, se non in un dipinto, poiché è molto rara e visita questo paese (così dicono ad Eliopoli) soltanto a intervalli di 500 anni: accompagnata da un volo di tortore, giunge dall'Arabia..... Parte del suo piumaggio è color oro brillante, e parte rosso-regale (il cremisi: un rosso acceso). E per forma e dimensioni assomiglia più o meno ad un'aquila. » Erodoto.

« ... si ciba non di frutta o di fiori, ma di incenso e resine odorose. Dopo aver vissuto 500 anni, con le fronde di una quercia si costruisce un nido sulla sommità di una palma, ci ammonticchia cannella, spigonardo e mirra, e ci s'abbandona sopra, morendo, esalando il suo ultimo respiro fra gli aromi. Dal corpo del genitore esce una giovane Fenice, destinata a vivere tanto a lungo quanto il suo predecessore.» Ovidio

La scelta del nome della nostra associazione si è rivelata semplice per ciò che la Fenice rappresenta: morte, trasformazione e rinascita...
Questo è ciò che accade nello studio danza. Attraverso la ricerca e la scoperta di nuove possibilità di movimento, la ricerca del proprio equilibrio, l'imparare a dosare l'energia, l'educare il corpo ad entrare in sintonia con una melodia o un ritmo, ci induce a lavorare e trasformare non solo il corpo ma anche la psiche. Il nostro corpo muore nel suo esistere nel movimento così come lo conoscevamo quotidianamente per rinascere trasformato in un nuovo corpo più potente, tonico ed elastico in grado di costruire un collegamento tra l'interno e l'esterno. E' l'acquisizione di una nuova consapevolezza.


La Fenice è un uccello mitologico sacro, la cui denomizione "Araba Fenice" origina dal resoconto di Erodoto. Il suo aspetto è quello di un'aquila reale dal piumaggio di colore variegato, un lungo becco affusolato, lunghe zampe, due lunghe piume, una rosa ed una azzurra, che scivolano morbidamente giù dal capo (o erette sulla sommità del capo) e tre lunghe piume che pendono dalla coda piumata . Oltre alla bellezza, la sua peculiarità consiste nella capacità di rinascere dalle proprie ceneri dopo aver vissuto per 500 anni (gli anni variano nelle diverse leggende).
Adagiandosi nel suo nido fatto su di una palma o una quercia con ramoscelli di mirto, incenso, sandalo, legno di cedro, cannella, spigonardo, mirra e le più pregiate piante balsamiche, cantando una canzone di rara bellezza, si lascia incendiare e consumare dai raggi del sole. Dalle sue ceneri emerge un uovo che i raggi solari alimentavano fino alla nascita della nuova Fenice. Il sole la incenerisce ed il sole ridà lei la vita.
La fenice era nota in Egitto come Bennu, nella cultura induista e buddista, la Fenice si chiama Garuda, in quella cinese Feng, Ho-ho in giappone, Milcham nelle leggende ebraiche, Quetzalcoatl in Messico, Kukulkán per i Maya, Wakonda per gli indiani Dakota, Homa nell'antica Persia, per divenire Fenice nelle leggende greche.